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Albo d' Oro

 

1974- Gracciano

1975- Cagnano

1976 – Cagnano

1977 Cagnano

1978 Le Coste

1979 Talosa

1980 Le Coste

1981 Gracciano

1982 Poggiolo

1983 Le Coste

1984 Cagnano

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1987 Cagnano

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1991 Cagnano

1992 San Donato

1993 San Donato

1993 San Donato

1994 San Donato

1995 San Donato

1996 Voltaia

1997 Gracciano

1998 San Donato

1999 Gracciano

2000 Gracciano  

2001 San Donato

2002 Coste

2003 Coste

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2005 Coste

2006 Coste

2007 Talosa

2008 Talosa

 

 

 

Il Bravìo delle Botti ‘e il ‘Palio’ delle Contrade di Montepulciano, che si svolge nella nota cittadina senese, l’ultima domenica di Agosto. La parola "Bravìo" deriva dal volgare "Bravium" e sta ad indicare il premio assegnato alla Contrada vincitrice, consistente in un panno dipinto recante l’immagine iconografica del patrono della Città, San Giovanni Decollato, in onore del quale si disputa il Bravìo delle botti. La manifestazione si innesta su un capitolo di storia cittadina, risalente addirittura al 1372, anno nel quale la riforma dello Statuto Comunale dedica l’intero capitolo 30 alle disposizioni sul Palio, che appare istituito proprio con questa legge in onore del patrono di Montepulciano (29 Agosto), ‘e a perpetua e felice memoria del regime popolare". Il "Bravium" doveva essere "di panno scarlatto del valore di almeno trenta Fiorini d’oro ed equestre" e per correrlo chiunque poteva mandare e far iscrivere il proprio cavallo. Riportiamo di seguito il passo concernente il percorso dei cavalli: "E si corra ogni anno nel detto giorno per la via dritta che viene dalla villa di Gracciano Vecchio con partenza dall’angolo o incrocio di essa con la via che porta alla Villa della Strada e verso la contrada delle Corolle, venendo per la strada e via dritta attraverso la porta di Gracciano in direzione della Cavina, e per la via e strada dritta di Voltaia e Cagnano in direzione della chiesa di Santa Maria, e quindi per la via e strada dritta di Collazzi e delle Coste entrando per la porticciuola sotto la casa di Stefano di Jacopo e poi, per la strada onorevole della Mercanzia, fino in piazza all’angolo della Pieve, dove si vende il pesce, nel qual luogo, all’ora che ai signori Priori parrà più opportuna, si ponga in quel giorno il Bravìo suddetto" (Rif. del 1372, cap. III c. 227). Il Bravìo corso con i cavalli fu disputato fino al XVII secolo, e poi venne abolito per motivi di ordine pubblico. Delle Contrade si inizia a parlare ancora prima fin dallo Statuto del 1337, IV libro del Sindaco, e poi ancora nella riforma dello Statuto del 1372, cap. F, successivamente in un registro della Lira del 1407 e da registri di estimo del ‘400 e del ‘500, e sempre con gli stessi nomi che sono arrivati fino ad oggi: Cagnano, Collazzi, Coste, Gracciano, Poggiolo, San Donato, Talosa, Voltaia. Già dal trecento le otto Contrade erano raggruppate in terzi o terzieri: quello di Santa Maria, comprendente le Contrade di Cagnano, Collazzi e San Donato, quello di San Francesco comprendente le Contrade di Talosa, Coste e Voltaia ed il terzo di Sant’Agostino comprendente le Contrade di Gracciano e Poggiolo. Ogni Contrada aveva la sua "Societas", con un capo denominato "Rettore", ed amministrava entro certi limiti i propri affari. I Rettori rappresentavano la Contrada in particolari solennità, come in quella di San Giovanni del 29 Agosto, in occasione della quale, dovevano recarsi alla Pieve di Santa Maria (quasi nello stesso luogo dove oggi si erige la Cattedrale di Montepulciano) con almeno 10 uomini ciascuno per offrire al santo un cero di 15 libbre (di 10 libbre quelli delle Contrade di Collazzi e Coste). In occasione della festa di Sant’Agnese il 10 Maggio, dovevano invece recarsi alla chiesa del monastero di Santa Maria Novella fuori dalla Porta di Gracciano (oggi chiesa di 5. Agnese) per offrire alla santa un cero di adeguate dimensioni. In queste due importanti feste per la comunità di Montepulciano, imponente era la partecipazione della popolazione e totale lo "schieramento" della dirigenza municipale, dal Gonfaloniere, ai numerosi "notai", il Sindaco, il Potestà, il Giudice, gli Assessori, gli Uficiali Forestieri e le guarnigioni delle città. La storia delle Contrade di Montepulciano consente di avere un’idea non solo della vita della città del tempo, ma anche del suo assetto urbanistico e degli sviluppi che ebbe a cavallo tra il ‘200 ed il ‘300. Le Contrade più antiche sono sicuramente quelle del "Sasso", ovvero della zona più alta della città, sede del primo insediamento, e cioè San Donato, Talosa e forse anche Poggiolo. Sicuramente più recenti sono Collazzi, Coste, Cagnano, Voltaia e Cracciano, fino al 1281 considerate "borghi" (ovvero agglomerati esterni alla città) e che comunque diventarono Contrade entro il 1300. Dell’antica storia delle Contrade di Montepulciano, documentata dagli Statuti Comunali del tempo, custoditi nell’archivio storico del Comune di Montepulciano, ‘e stata tratta tutta la simbologia moderna delle stesse, che ispirandosi al passato, ha mantenuto fino ad oggi la stessa nomenclatura, i colori, gli stemmi, la territorialità urbana, e soprattutto lo stesso modello di cerimoniale. Nel 1974, alla ripresa moderna del Bravìo, furono introdotti gli "Spingitori’, due per ogni contrada, che spingendo assieme una botte di 85 Kg, si contendono per gli irti 1650 metri del Corso di Montepulciano, il "Panno del Bravìo" ogni ultima domenica di Agosto.

 

 

 

Per informazioni:

info@braviodellebotti.com

Ufficio Stampa del Magistrato delle Contrade

sgm@valdichiana.it

 

Magistrato delle contrade di Montepulciano

Via dell'Opio nel Corso, 1 - 53045 Montepulciano (si)

Tel. 0578/757575

 

PRO-LOCO di Montepulciano

Via di Gracciano nel Corso, 59/a

tel. e fax 0578/757341

53045 Montepulciano (si)

 

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