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Castiglione d’Orcia, ricordata fin dal 714, fu possesso degli
Aldobrandeschi, poi libero Comune dal 1252, per divenire nel Trecento
possedimento senese, ed essere poi contesa tra i Salimbeni e Siena. Il
centro, con le sue vecchie stradette lastricate, è pittoresco
soprattutto ne La passeggiata all’interno
di Castiglione d'Orcia deve includere anche la splendida chiesa di S. Maria
Maddalena, romanica e restaurata di recente. La facciata è del
Duecento, l’abside è di un secolo più antica, anche il campanile
è splendido. Meno suggestiva all’interno, la chiesa dei Sa E’ proprio questo
fortilizio, impressionante
Restaurata a partire dal 1975, la Rocca si visita nei sabati e nei festivi di tutto l’anno, e tutti i giorni d’estate (per visite in altri momenti, rivolgersi direttamente al Comune). L’aspetto dell’interno alterna poderosi muraglioni antichi con costruzioni moderne (scale, finestre, ringhiere) costruite a partire dal 1989. Particolarmente impressionanti sono gli spogli saloni e il panorama della terrazza sommitale. La Rocca a Tentennano
è anche un ottimo Da Rocca d’Orcia,
una passeggiata suggestiva scende al greto dell’Orcia. Occorre
scendere sull’asfalto fin quasi alla statale 323, e piegare a
sinistra per una sterrata in discesa (indicazioni di strada senza
uscita) che si abbassa tra bosco e campi e porta
al Podere Molino. Fin qui si arriva senza problemi in auto. Si scende
ancora lungo la carrareccia tra i campi che porta ad La valle, con il fiume che scorre su un letto roccioso, è particolarmente suggestiva, e consente di avvistare , tra 1’ altro, gheppi e aironi. Da qui iniziano varie belle passeggiate. Traversato il fiume su una briglia di cemento, si può salire a sinistra al castello di Ripa d’Orcia e a destra a Bagno Vignoni (entrambi i percorsi ti-chiedono poco più di mezz’ora). Prendendo a sinistra il sentiero indicato da un cartello che parte in piano dal Podere Molino e che percorre la sponda sinistra
orografica delle Gole fino a un altro sentiero segnalato che sale a sinistra nella macchia di Scarceta e Montelaccio. Se si raggiunge il podere Finocchietti, si può tornare a sinistra a Castiglione d’Orcia chiudendo così un anello che richiede circa tre ore. Splendide, in questo percorso, la lecceta e i panorami verso Ripa d’Orcia, poderoso castello di proprietà prima dei Salimbeni e poi della Repubblica di Siena. Trasformato in palazzo ad uso agricolo e oggi in ristorante, rimane una delle fortezze più suggestive di questo angolo di Toscana. In auto, lo si raggiunge lasciando la Cassia a San Quirico, per una splendida strada sterrata che passa accanto al borgo di Vignoni. Dall’ingresso della fortezza di Ripa (per la visita chiedere ai proprietari), un viottolo a sinistra sale in pochi metri a uno spettacolare balcone naturale sulle gole dell’Orcia e l’Amiata. A monte del paese, il territorio di Castiglione d’Orcia si alza con ampi dossi in parte coltivati e in parte a pascolo, percorsi dalla strada per Vivo e I’Amiata e dall’acquedotto di Siena. Verso valle, non lontane dalla Cassia, meritano una visita anche i Bagni di San Filippo, dove le acque termali sgorgano a una temperatura tra i 250 e i 520 centigradi. Il borgo merita una sosta, e lo stesso vale per l’eremo di San Filippo Benizi, grotta trasformata in cappella dall’ordine religioso dei Serviti. La mèta più spettacolare sono però le grandi incrostazioni calcaree del Fosso Bianco, dove si può fare il bagno sotto la cascata oppure in due vasche naturali (una fredda e una calda). La zona è tra le più fotogeniche dell’Amiata e ricorda, sia pure su dimensioni più modeste, le fiabesche incrostazioni calcaree di Pamukkale in Turchia o le Mammoth Hot Springs del parco americano di Yellowstone
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